25 Gen

Kangeiko 2016: poche parole, tanto kiai!

La sveglia suona alle 5.00 o poco più, per una settimana.
“Dove vai così presto?”, mi chiedono.
A fare Kendo, rispondo.
“Te sei pazzo” è, di solito, la contro risposta.
Magari sarà vero, o almeno ci spero.

Un’ora, tutte le mattine per una settimana: kirikaeshi, uchikomigeiko, jigeiko.
Tre fasi continue, omogenee, divise soltanto dai colpi del taiko che vibrano forte nei nostri corpi ancora legati al ricordo delle calde coperte.
Poche parole, tanto kiai.
È buio, fa un gran freddo e qua si suda tutti come dannati. Rimanere senza fiato è un attimo, sia per chi ha dieci anni che per chi ha superato i sessanta, sia per i kyusha che per gli yudansha; ciononostante si continua senza sosta, sopportando i dolori che ogni giorno aumentano e vorrebbero farti rallentare o peggio, farti prendere una pausa.
Le 7.30. Rullo di tamburo, è finita. Avrei potuto dare di più? Forse si. Domani darò ancora più.

Sonkyo, seiza, mokuso e inizia la giornata.

La giornata… ma iniziavano sempre così le giornate? Non credo proprio.
C’è qualcosa di diverso, c’è un’energia nuova, una tensione positiva che spazza via il freddo e l’affanno di affrontare le prossime ore: il traffico, la scuola, il lavoro.
Una mente e un corpo più attivi, il sorriso sulle labbra (cosa rara da osservare in città alle 8.00 di mattina), l’impressione di poter fare qualunque cosa.
“Ah, ho capito. È una droga.”
In un certo senso si. Lo sprigionamento di energia costante chiamato in causa durante l’ora di asageiko permane e vive a lungo in chi ha praticato, portando benefici sotto tutti i punti di vista.
Nessuno pensa più alla traumatica sveglia di poco prima e soprattutto nessuno se ne pente.
Andare a letto presto in questi giorni non è solo un saggio consiglio che diamo a noi stessi, ma lo si fa volentieri, poichè anche il sonno ha subito un influsso diventando più profondo e più riposante.
Nei pochi secondi che separano il momento in cui la testa poggia sul cuscino dalla fase rem, sono già proiettato al giorno dopo e mi soffermo su quanto ho fatto in questi giorni, su cosa devo lavorare per migliorare e su…. zZz zZz zZz.

Una nuova mattina, si ricomincia.
È buio, fa un gran freddo e qua si suda come dannati, ma noi siamo felici e ogni giorno più forti.

Guido – Jo Fu Kan Firenze

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15 Apr

Riflessioni sull’esame da Primo Kyu

Come un gigantesco mosaico fatto di minuscoli tasselli, che in questi miei due anni di pratica sono andati sommandosi, inizio solo ora a riconoscere delle immagini nitide. È con stupore che ho accolto la consapevolezza, prima solo pensiero velato, di quanto sia lungo e approfondibile il cammino di chi sceglie la via del Kendo.

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