24 Gen

L’università Waseda a Firenze

Quest’anno siamo felici di poter nuovamente ospitare a Firenze una delegazione della prestigiosa università Waseda di Tōkyō, guidata da un suo ex-studente, il nostro Norio Yokoyama, Kyoshi.

A differenza degli anni scorsi, il gruppo è composto solamente da studentesse agli ultimi anni di facoltà. Il periodo sarà in tutto di ben 10 giorni con arrivo il 10 Febbraio e partenza il 20. Durante l’intero periodo praticheremo insieme: restate sintonizzati per i dettagli.

Inoltre, grazie a questa formazione inedita del gruppo, sabato 18 Febbraio si svolgerà all’interno del Progetto di Sviluppo Femminile una pratica aperta alle sole donne tesserate CIK.

La domenica seguente ci sarà un Keiko aperto a tutti che vedrà anche una dimostrazione dei sistemi di pratica all’interno della università Waseda.

Questa è un’occasione particolarmente indicata ai ragazzi oltre che a chiunque voglia misurarsi con Kenshi giovani ma con un già ampio bagaglio di esperienza.

Qui di seguito la composizione della squadra:

Nana Yoshioka 21 anni 4 Dan

Yuki Kawakami 22 anni 4 Dan

Akane Kawasaki 20 anni 3 Dan

Naho Kawamura 21 anni 3 Dan

Maki Sugimura 20 anni 3 Dan

 

WEEK END 18-19 FEBBRAIO

Sabato 18/02 10-13 14.30-17 Evento Federale Riservato tesserate CIK

Domenica 19/02 10-13 Keiko aperto Pratica aperta a tutti. 10 €

LUOGO

Impianto Sportivo di S. Marcellino

Via Chiantigiana 28

50126 Firenze

Mappa

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01 Mar

Waseda Report

Un anno fa a Settignano veniva inaugurato ufficialmente il Jofukan.

Nell’occasione, oltre ad un bel numero di invitati da ogni parte d’Italia e d’Europa, era presente per la seconda volta una delegazione dell’università Waseda di Tokyo. Recentemente è stato pubblicato il report di quel viaggio che contiene anche un commento di Bernardo Cipollaro e che trovate qui di seguito.

Waseda report 2015

Chi volesse leggere tutto il report (in giapponese), può farne richiesta in Dojo.

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25 Gen

Kangeiko 2016: poche parole, tanto kiai!

La sveglia suona alle 5.00 o poco più, per una settimana.
“Dove vai così presto?”, mi chiedono.
A fare Kendo, rispondo.
“Te sei pazzo” è, di solito, la contro risposta.
Magari sarà vero, o almeno ci spero.

Un’ora, tutte le mattine per una settimana: kirikaeshi, uchikomigeiko, jigeiko.
Tre fasi continue, omogenee, divise soltanto dai colpi del taiko che vibrano forte nei nostri corpi ancora legati al ricordo delle calde coperte.
Poche parole, tanto kiai.
È buio, fa un gran freddo e qua si suda tutti come dannati. Rimanere senza fiato è un attimo, sia per chi ha dieci anni che per chi ha superato i sessanta, sia per i kyusha che per gli yudansha; ciononostante si continua senza sosta, sopportando i dolori che ogni giorno aumentano e vorrebbero farti rallentare o peggio, farti prendere una pausa.
Le 7.30. Rullo di tamburo, è finita. Avrei potuto dare di più? Forse si. Domani darò ancora più.

Sonkyo, seiza, mokuso e inizia la giornata.

La giornata… ma iniziavano sempre così le giornate? Non credo proprio.
C’è qualcosa di diverso, c’è un’energia nuova, una tensione positiva che spazza via il freddo e l’affanno di affrontare le prossime ore: il traffico, la scuola, il lavoro.
Una mente e un corpo più attivi, il sorriso sulle labbra (cosa rara da osservare in città alle 8.00 di mattina), l’impressione di poter fare qualunque cosa.
“Ah, ho capito. È una droga.”
In un certo senso si. Lo sprigionamento di energia costante chiamato in causa durante l’ora di asageiko permane e vive a lungo in chi ha praticato, portando benefici sotto tutti i punti di vista.
Nessuno pensa più alla traumatica sveglia di poco prima e soprattutto nessuno se ne pente.
Andare a letto presto in questi giorni non è solo un saggio consiglio che diamo a noi stessi, ma lo si fa volentieri, poichè anche il sonno ha subito un influsso diventando più profondo e più riposante.
Nei pochi secondi che separano il momento in cui la testa poggia sul cuscino dalla fase rem, sono già proiettato al giorno dopo e mi soffermo su quanto ho fatto in questi giorni, su cosa devo lavorare per migliorare e su…. zZz zZz zZz.

Una nuova mattina, si ricomincia.
È buio, fa un gran freddo e qua si suda come dannati, ma noi siamo felici e ogni giorno più forti.

Guido – Jo Fu Kan Firenze

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15 Apr

Riflessioni sull’esame da Primo Kyu

Come un gigantesco mosaico fatto di minuscoli tasselli, che in questi miei due anni di pratica sono andati sommandosi, inizio solo ora a riconoscere delle immagini nitide. È con stupore che ho accolto la consapevolezza, prima solo pensiero velato, di quanto sia lungo e approfondibile il cammino di chi sceglie la via del Kendo.

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